dislessie di un giovane tecnologicamente provato

2005-10-12

dove si parla del gicappa di ieri

Tre colpi di epiglottide e finisce il bicchiere. Si leva rallentato, caracolla in bagno e guadagna lo specchio. Occhio vitreo, sbadiglio profondo, martelli pneumatici alle tempie. Dopo dieci minuti dal frssssshhhh dell’aspirina, l’antieroe muta in dispencer di cubetti di sudore giacciati. Trattasi di un classico caso di sbruffoneria da influenza. Sul posto di lavoro resiste alla febbre contrapponendo un ghigno stoico, gettando bombe a mano in pastiglie contro i virus fino a quando, stremato, realizza di non sostenere la lotta e, sconfitto, torna a casa sui gomiti trasformandosi in una forma larvatica, lamentosa e moccicante che necessita di cure e attenzioni.

La tele accesa vomita immagini sorde, il portatile annoiato si rinchiude per la milionesima volta dietro il salvaschermo blu, un libro aperto sul petto sonnecchia assieme a gica, plasticamente ammucchiato sul divano, bocca aperta e bolla al naso.

dove parlano i libri che si sono lasciati leggere da gicappa nei due giorni di febbre

“Margherita Dolcevita” benni:
Il mondo si divide in:
quelli che mangiano il cioccolato senza pane;
quelli che non riescono a mangiare il cioccolato se non mangiano anche il pane;
quelli che non hanno il cioccolato;
quelli che non hanno il pane.

gk è della seconda categoria.

“Lire 26900” di Beidbeger:
l’uomo continua a fuggire la propria angoscia con il divertimento. Solo che il divertimento è diventato così onnipresente da sostituire Dio. Come fuggire il divertimento? Affrontando l’angoscia.

Il mondo è irreale, tranne quando è noioso


e gicappa potrebbe sottoscrivere ogni singola parola di ciò.

dove nessuno parla ma gicappa scopre cose

kitten war
iWood

5 commenti:

recel ha detto...

complimenti al post. complimenti all'i wood.

e tu come stai? e il mondo per quanto tempo al giorno è reale?

lo sapevo che avrei finito per dimenticare qualcosa. il pane.

non il 15. più avanti nel tempo autunnale.

abbraccio

gicappa ha detto...

considerando che la rete i libri i film i videogame non rientrano nei canoni di realtà tangibile ma come di un modo per non esserci, per proiettarsi in altri luoghi dall'hic et nunc direi che per molte ore della mia giornata sfuggo all'angoscia. che poi si vendica e mi assale stronzamente alle spalle appena mi distraggo dal distrarmi.

il pane deve essere fresco per cui non hai dimenticato nulla.

baci

erbasalvia ha detto...

no, gicappa è un po' stanco e ha bisogno di coccole. le coccole lo divertirebbero. devi guarire per sabato. lo sai.

recel ha detto...

tu ignori quanti modi al mondo esistono per garantire pane fresco ovunque, nel tempo e nello spazio. persino hic et nunc.

io spesso opto per distrarmi rivolgendomi verso chi non può distrarsi. non sempre, ma talvolta funziona.

baci a te

gicappa ha detto...

erbé: il mio problema sono i tempi morti che sono il 90% della vita.

reci: orpo. davvero non sapevo. il casino non è distrarsi. ma rimane accettare la noia.
forse l'unica soluzione è mangiare la cioccolata con il pane che tutto diventa più sopportabile... :)

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